domenica 18 maggio 2008

ANTONELLA CLERICI

“A me piace il cazzo.” Ha dichiarato in tv pubblicamente Antonella Clerici.Mi fa piacere, aggiungo io. A me piace la patata.Ma facciamo un passo indietro.
Ilona Staller sul suo libro autobiografico “Per amore, per forza” racconta che nei primi anni Novanta insieme con Moana Pozzi e la Clerici formava un trio da paura del porno all’italiana.

Poi per Antonella è andata meno bene.Allora si è data al body piercing e alla scarificazione.
Si faceva infilare nei capezzoli e nel clitoride dei ganci da macellaio e si faceva appendere.
Poi simulava orgasmi vari.
Diciamo che i gusti sono gusti.
Ma anche lì non ha avuto il successone che si aspettava.
Allora si è lanciata nelle attività umanitarie: cercava di convincere i bambini tra Rwanda, Burundi e Malawi a non prendere il kalashnikov e ad andare a scuola.Ma questi le sparavano addosso.

Un giorno, ero all’acquario di Genova con Mario Tozzi (il geologo psicotico di “Gaia”, quello che gira sempre con un piccozza in tasca e ogni tanto piglia a martellate qualche roccia) e mi accorgo, passando vicino alla vasca dei delfini, che la subacquea che sta pasturando e palpeggiando le povere bestie è Antonella Clerici.“Ohi! Antonella! Che si dice? Come ti butta?” in fondo siamo contenti di vederla.
Pare che stia bene.
E finalmente ha un lavoro decoroso.“Bella Uranio! Bella Mario! – è sempre stata una troietta di strada – Com’è? Tutto a posto?”.
Io: “Piuttosto tu, come stai? So che ti fai trombare da improbabili personaggi caraibici, che ti dicono che ti amano e poi ti scavallano anche le fodere dei cuscini! Ti sei ripigliata? Ti è passata l’adolescenza? Alla fine avrai 45 anni! Eh?”
E lei: “Ma io lo amo…”
“ANCH’IO TI AMO” urla con impeto e insolita passione Mario Tozzi.
Allora mi metto in mezzo perché vedo che la situazione si sta facendo confusa: “No Mario, non tu… non sta parlando di te. Lascia perdere. Ti sbagli. Guarda, là c’è una statua in travertino, potresti staccarne un pezzo e scoprire di che pietra si tratta… è un’idea no?”
Lui all’inizio pensa che lo stia pigliando per il culo.
Ci pensa…
Però va.
“No dicevo Anto, la ricetta dello scafandro ripieno al nero di seppia, la sai? E del pròtolo serpàto in crosta?” e sono molto serio mentre gli abbaio ste puttanate.
Infatti la vedo in crisi.Arrossisce.
Dice che se voglio me lo prende in bocca.
“Nel bel mezzo di un parco acquatico? Dico Anto ma sei fuori? Ci sono una cifra di bambini qui! E poi un sacco di gay vengono qui a pomiciare! Cioè, cazzo, daaai…” mi aveva spiazzato lei stavolta.
“Uranio ho preso un campione! Andiamo!” cazzo è Mario.
È sempre stato un gran rompicoglioni.
“Vabbè Anto, io vado. Tu riguardati eh? Lascia perdere i delfini! Non puoi toccare il pacco ai delfini… sì lo so che sono mammiferi! … lo sooo!!! … Porcodio lo so che sono mammiferi, ma che cazzo vuol dire? Allora vai a far le seghe ai lama, cazzo almeno lì ti vedono solo gli indios! Quelli non sanno scrivere e non ti denunciano!!"

Alla fine Antonella Clerici è ricercata dal WWF, Greenpeace la abborda tutte le volte che è in coda sulla tangenziale e Wildlife le ha tolto il visto per tutti quei paesi che sanno che cazzo è Wildlife.
Io e Mario Tozzi siamo stati denunciati da ignoti al Ministero dei Beni Artistici.
Ma io sono amico di Vittorio Sgarbi: l’ho salvato una volta mentre aveva le allucinazioni.

Quindi sticazzi.

0 commenti: