A Dicembre ero Pechino a montare il palco per il concerto di Natale dei Rolling Stones e a spingere la sedia a rotelle di quel morto vivente di Mick Jagger.
Mick Jagger puzza di morto.
Secondo me il processo di putrefazione è già iniziato da una cifra ma nessuno si vuole prendere la responsabilità di dirglielo.
Vabbè.
Sticazzi.
In pausa pranzo ero solito mangiare i miei sandwich alla medusa bollita e i miei snack di ragno fritto su una panchina allo zoo.
Stavo bene.
La vita mi sorrideva.
Avevo pure una relazione con una cinese non affetta da nanismo e da demenza estremorientale.
Non era un granchè coi pompini, ma pazienza.
D'altronde manco io sono un granchè coi pompini.
Non si può pretendere.
Era una giornata tranquilla, i porcodio erano stati insolitamente pochi, quel giorno.
Pensavo a qualche scherzone da fare a quella salma umana di Mick Jagger, quando me lo ritrovo davanti a me.
O meglio.
Nella gabbia del rinoceronte bianco di fronte a me.
“Cazzo Mike, vieni fuori di lì! Il rinoceronte bianco è pericolosissimooo!!! ESCI IMMEDIATAMENTE!!!”. Lui è come in trance, con gli stessi occhi furiosi di King Kong quando gli infilano Chupa Chups nel culo. Sta staccando a morsi l’orecchio sinistro del rinoceronte.
È il momento delle tre “P”:
Porcodio.
Panico.
Paura.
La situazione è leggermente fuori da ogni tipo di protocollo di emergenza.
Le guardie dello zoo non sanno cosa fare. Senza contare che la più alta arriva al ginocchio di Mike Tyson. E pesano al massimo 35 kili. Sembrano il mio cane. Diocane.
Allora cerco di farlo ragionare.
Cosa difficile in generale se si tratta di Mike Tyson. Quasi impossibile se l’interessando sta facendo gara di testate con un rarissimo e grossissimo rinoceronte bianco.
“Mike, dai calmati!!! Lui non ti ha fatto niente! Non è lui il protettore della puttana che ti ha denunciato!!! Lascia perdere! Lui non parla la tua lingua! È cinese, non capisce! dai Mike… ragiona…”. Un po’ si intuisce che mi sto arrampicando sugli specchi. Però vorrei vedere voi in sta situazione di merda. Non c’è un cazzo da ridere.
Mi si freddava la medusa bollita intanto.
Uno dei miei piatti preferiti.
Lui ad un tratto si volta. Pare che si sia accorto di me. Forse perché parlavo in inglese. Forse per la mia statura umana. Le guardie dello zoo non entravano nel suo ridotto cono ottico.
“Mi ha detto NEGRO!!!” mi dice schiumando di rabbia. Voi non potete capire il delirio.
“IL RINOCERONTE BIANCO E’ UN RAZZISTA DI MERDAAA!!!” aggiunge colle vene del collo grosse come ciminiere di inceneritori industriali.
Io ho un attimo di nebbia.
Non focalizzo come sto decerebrato possa aver pensato una cosa del genere.
Non ci credo.
Il suo manager mi spiega che probabilmente si è preso qualche pastiglietta di testosterone di troppo.
A me fottesega.
Anzi.
Il pezzo finisce qua.
Anche perché passa Ting-Ting (la mia tipa) e mi dice che ha imparato a fare i pompini.
Quindi avevo buone motivazioni per andarmene.
domenica 18 maggio 2008
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