domenica 18 maggio 2008

ANTONELLA CLERICI

“A me piace il cazzo.” Ha dichiarato in tv pubblicamente Antonella Clerici.Mi fa piacere, aggiungo io. A me piace la patata.Ma facciamo un passo indietro.
Ilona Staller sul suo libro autobiografico “Per amore, per forza” racconta che nei primi anni Novanta insieme con Moana Pozzi e la Clerici formava un trio da paura del porno all’italiana.

Poi per Antonella è andata meno bene.Allora si è data al body piercing e alla scarificazione.
Si faceva infilare nei capezzoli e nel clitoride dei ganci da macellaio e si faceva appendere.
Poi simulava orgasmi vari.
Diciamo che i gusti sono gusti.
Ma anche lì non ha avuto il successone che si aspettava.
Allora si è lanciata nelle attività umanitarie: cercava di convincere i bambini tra Rwanda, Burundi e Malawi a non prendere il kalashnikov e ad andare a scuola.Ma questi le sparavano addosso.

Un giorno, ero all’acquario di Genova con Mario Tozzi (il geologo psicotico di “Gaia”, quello che gira sempre con un piccozza in tasca e ogni tanto piglia a martellate qualche roccia) e mi accorgo, passando vicino alla vasca dei delfini, che la subacquea che sta pasturando e palpeggiando le povere bestie è Antonella Clerici.“Ohi! Antonella! Che si dice? Come ti butta?” in fondo siamo contenti di vederla.
Pare che stia bene.
E finalmente ha un lavoro decoroso.“Bella Uranio! Bella Mario! – è sempre stata una troietta di strada – Com’è? Tutto a posto?”.
Io: “Piuttosto tu, come stai? So che ti fai trombare da improbabili personaggi caraibici, che ti dicono che ti amano e poi ti scavallano anche le fodere dei cuscini! Ti sei ripigliata? Ti è passata l’adolescenza? Alla fine avrai 45 anni! Eh?”
E lei: “Ma io lo amo…”
“ANCH’IO TI AMO” urla con impeto e insolita passione Mario Tozzi.
Allora mi metto in mezzo perché vedo che la situazione si sta facendo confusa: “No Mario, non tu… non sta parlando di te. Lascia perdere. Ti sbagli. Guarda, là c’è una statua in travertino, potresti staccarne un pezzo e scoprire di che pietra si tratta… è un’idea no?”
Lui all’inizio pensa che lo stia pigliando per il culo.
Ci pensa…
Però va.
“No dicevo Anto, la ricetta dello scafandro ripieno al nero di seppia, la sai? E del pròtolo serpàto in crosta?” e sono molto serio mentre gli abbaio ste puttanate.
Infatti la vedo in crisi.Arrossisce.
Dice che se voglio me lo prende in bocca.
“Nel bel mezzo di un parco acquatico? Dico Anto ma sei fuori? Ci sono una cifra di bambini qui! E poi un sacco di gay vengono qui a pomiciare! Cioè, cazzo, daaai…” mi aveva spiazzato lei stavolta.
“Uranio ho preso un campione! Andiamo!” cazzo è Mario.
È sempre stato un gran rompicoglioni.
“Vabbè Anto, io vado. Tu riguardati eh? Lascia perdere i delfini! Non puoi toccare il pacco ai delfini… sì lo so che sono mammiferi! … lo sooo!!! … Porcodio lo so che sono mammiferi, ma che cazzo vuol dire? Allora vai a far le seghe ai lama, cazzo almeno lì ti vedono solo gli indios! Quelli non sanno scrivere e non ti denunciano!!"

Alla fine Antonella Clerici è ricercata dal WWF, Greenpeace la abborda tutte le volte che è in coda sulla tangenziale e Wildlife le ha tolto il visto per tutti quei paesi che sanno che cazzo è Wildlife.
Io e Mario Tozzi siamo stati denunciati da ignoti al Ministero dei Beni Artistici.
Ma io sono amico di Vittorio Sgarbi: l’ho salvato una volta mentre aveva le allucinazioni.

Quindi sticazzi.

CONDOLEEZA RICE

“George W. ce l’ha piccolo così” disse in conferenza stampa a Sao Paulo do Brazil.
Fece un grosso scandalo.
Ma secondo me perché le masse non sono pronte per la verità.

Condoleeza Rice prima di diventare una macchina per genocidio era la nostra insegnante di educazione civica. Quando andavo all’elementari io potevi scegliere tra l’ora di religione e quella di educazione civica.
Mi pare giusto no?
Una esclude l’altra.
MONDO INFAME.

La cosa strana era che ci faceva imparare a memoria il PATRIOT ACT della costituzione americana. Io non è che ci capissi molto. Neanche Alessia.
Poi ci raccontava delle sue teorie antiterrorismo, e ciò che secondo lei va considerato una minaccia alla sicurezza nazionale. Noi con tutta l’innocenza e l’onestà che hanno i bambini di 8 anni dicevamo in coro: “Signora maestra, ma la mamma ci ha detto che siamo in Italia! E perché parla in questa lingua sconosciuta?”
Lei ci guardò qualche secondo, poi gli occhi hanno cominciato ad assomigliare a dei led rossi, che si illuminano ad intermittenza.
Si muoveva come un robot.
Ha preso Alessia per mano e le ha detto: “Vieni con me, se vuoi vivere!”
Io ho cercato di fermarla: “Nooooo! Lascialaaa! Lei è mia amica! Non portarla via! Ha problemi di stitichezza…. Non sopravvivrà!”
Condoleeza Rice si volta verso di me, ormai aveva tutte le sembianze di Swartzenegger: “YOU ARE TERMINATED” mi dice.

Figa che brutta esperienza.
Non la consiglio proprio a nessuno.

Ora però faccio un sacco di soldi vendendo il mio libro autobiografico: “Terminator è pedofilo”.

MIKE TYSON

A Dicembre ero Pechino a montare il palco per il concerto di Natale dei Rolling Stones e a spingere la sedia a rotelle di quel morto vivente di Mick Jagger.
Mick Jagger puzza di morto.
Secondo me il processo di putrefazione è già iniziato da una cifra ma nessuno si vuole prendere la responsabilità di dirglielo.
Vabbè.
Sticazzi.

In pausa pranzo ero solito mangiare i miei sandwich alla medusa bollita e i miei snack di ragno fritto su una panchina allo zoo.
Stavo bene.
La vita mi sorrideva.
Avevo pure una relazione con una cinese non affetta da nanismo e da demenza estremorientale.
Non era un granchè coi pompini, ma pazienza.
D'altronde manco io sono un granchè coi pompini.
Non si può pretendere.

Era una giornata tranquilla, i porcodio erano stati insolitamente pochi, quel giorno.
Pensavo a qualche scherzone da fare a quella salma umana di Mick Jagger, quando me lo ritrovo davanti a me.
O meglio.
Nella gabbia del rinoceronte bianco di fronte a me.
“Cazzo Mike, vieni fuori di lì! Il rinoceronte bianco è pericolosissimooo!!! ESCI IMMEDIATAMENTE!!!”. Lui è come in trance, con gli stessi occhi furiosi di King Kong quando gli infilano Chupa Chups nel culo. Sta staccando a morsi l’orecchio sinistro del rinoceronte.
È il momento delle tre “P”:
Porcodio.
Panico.
Paura.

La situazione è leggermente fuori da ogni tipo di protocollo di emergenza.
Le guardie dello zoo non sanno cosa fare. Senza contare che la più alta arriva al ginocchio di Mike Tyson. E pesano al massimo 35 kili. Sembrano il mio cane. Diocane.
Allora cerco di farlo ragionare.
Cosa difficile in generale se si tratta di Mike Tyson. Quasi impossibile se l’interessando sta facendo gara di testate con un rarissimo e grossissimo rinoceronte bianco.
“Mike, dai calmati!!! Lui non ti ha fatto niente! Non è lui il protettore della puttana che ti ha denunciato!!! Lascia perdere! Lui non parla la tua lingua! È cinese, non capisce! dai Mike… ragiona…”. Un po’ si intuisce che mi sto arrampicando sugli specchi. Però vorrei vedere voi in sta situazione di merda. Non c’è un cazzo da ridere.
Mi si freddava la medusa bollita intanto.
Uno dei miei piatti preferiti.

Lui ad un tratto si volta. Pare che si sia accorto di me. Forse perché parlavo in inglese. Forse per la mia statura umana. Le guardie dello zoo non entravano nel suo ridotto cono ottico.
“Mi ha detto NEGRO!!!” mi dice schiumando di rabbia. Voi non potete capire il delirio.
“IL RINOCERONTE BIANCO E’ UN RAZZISTA DI MERDAAA!!!” aggiunge colle vene del collo grosse come ciminiere di inceneritori industriali.
Io ho un attimo di nebbia.
Non focalizzo come sto decerebrato possa aver pensato una cosa del genere.
Non ci credo.
Il suo manager mi spiega che probabilmente si è preso qualche pastiglietta di testosterone di troppo.
A me fottesega.
Anzi.

Il pezzo finisce qua.
Anche perché passa Ting-Ting (la mia tipa) e mi dice che ha imparato a fare i pompini.
Quindi avevo buone motivazioni per andarmene.

PARIS HILTON

Paris Hilton non è di Parigi e non abita in un albergo.
Il suo vero nome è Hotel Camadèi di Gazzo Pieve S. Giacomo.
La storia che è un’ereditiera è una cazzata.
Faceva la puttana in stazione a Cremona.
Io l’ho sempre amata.
Sono sempre stato molto attratto da ragazze bionde con encefalogramma piatto.
Solo che io avevo 14 anni, mentre lei già lo pigliava dappertutto con molta disinvoltura.
Quindi era un amore platonico.
Un giorno conobbe Rocco Siffredi che se la scopò a testa in giù, senza mani, appesa ad un elastico da bunjee-jumping, attaccati al ponte della ferrovia presso Torre dei Picenardi (CR).
Lui poi la portò ad Hollywood e divenne una star.

Talentuosa.
Molto brava.
A succhiare.
Io sono ancora molto innamorato.
Peccato che la CIA non organizza più quei party con cecchini e killer a pagamento, perché io ne pagherei QUINDICI per farle sparare.

L’estate scorsa sono andato a farle una sorpresa. E alla porta mi dice: “Ciao Daiegow! Cosa ci fai qui?”. Mentre stavo rispondendo, lei era già piegata sulle ginocchia e me lo aveva preso in bocca.
Un gesto molto carino da parte sua.
Ero ancora fuori dalla porta, ma ho apprezzato molto.
Poi mi fa accomodare ma non abbiamo scopato. Anche perché io ero già a posto.
Lei ha una fica grossissima e quando si bagna aumenta il livello delle acque oceaniche del pianeta.

“Pariggi, perché sei così triste? Ti hanno dato 45 giorni striminziti in una cella di design da paura. Te ne fai solo 23. Cazzo c’hai da piangere?” E lei continuava a sgocciolare.
A parte che lei sgocciola comunque.
“Al massimo qualche mega-lesbo da 115 kili ti infila un braccio in culo! Ma che sarà mai? Sempre meglio che pigliarsi il cazzo di Rocco, no? Che dici?”
Lei impallidisce.
Però dico, se la verità non te la dice un amico, chi te la dice?
Lorenzo Lamas, presente alla conversazione, continua a versarsi tequila.
Non parla.
Anche perché io non l’ho mai sentito parlare.
Simona Ventura, presente alla conversazione, annuisce.
Ora che ci penso Simona Ventura è una grande amica di Pariggi. E quel giorno era lì con noi a bere una merdosa limonata del cazzo. Quella che si bevono sempre al pomeriggio gli americani.
Poi si lamentano che sono obesi.
Ci credo cazzo.
Bevi tutti giorni mezzo litro di limonata, poi voglio vedere come caghi bene.
Poi chiaro che ingrassi. Coglione.

Dicevo, eravamo lì noi tre (perché Lorenzo Lamas è pane e formaggino, e quindi non conta) a fare conversazione. Tra parentesi Simona Ventura non parla un vero inglese. Inventa i vocaboli e il costrutto sintattico.
Brava, perdio.
Molto brava.
Però gli scarafaggi nel cervello non glieli toglie nessuno.

L’altro ieri Paris si è fatta scarcerare. Diceva che non si trovava bene.
“Pariggi, amore mio, sai bene che se ti mettono in carcere, non è come andare a Palm Spring! O a Venice Beach!”. Con rispetto parlando, io a Venice Beach ci sono stato e fa pure cagare. E gli americani sono grossi. Non beccavo un cazzo io. Sono troppo magro per quei quarti di bue delle americane.
Forse è invidia.
Forse no.
Sicuramente sucate.

Dicevo: “Pariggi, non può avere tutto dalla vita! Tu sei molto intelligente, ti sei fatta da sola, ora devi pagare per tutte le fortune che hai avuto no?”. Lei appariva confusa. E continuava a sgocciolare.
Nel bel mezzo del mio monologo, entra la polizia nella sua meravilliosa villissima di Sunset Boulevard, e dice: “Lei è Hotel Camadèi di Gazzo Pieve S. Giacomo?”
Lei scoppia in lacrime perché non la chiamano mai col suo vero nome. Soltanto in tribunale lo fanno. Le viene una crisi isterica e vuole la mamma.

Io, straziato dalla scena, e non potendo vedere l’amore della mia vita soffrire in questo modo mi slaccio l’impermeabile e grido: “MORTE ALL’IMPERIALISMO OCCIDENTALE! VIVA LE PELLICCE SINTETICHE! ALLAH U AHKBAR! 107 VERGINI MI ASPETTANO AL COSPETTO DELL’INNOMINABILE!!!”
Ho gridato anche altro, ma non me lo ricordo.
Non capisco perché quella cosa delle vergini in effetti.
Scoparsi delle vergini non mi sembra una figata.
Vabbè.
Lasciamo perdere.

Mi sono fatto saltare in aria.

Un dito è entrato in un occhio di Lorenzo Lamas.

Un braccio è entrato in culo a Simona Ventura.

Il resto è stato leccato da terra dai 27 cani di Hotel Camadèi di Gazzo Pieve S. Giacomo detta Paris Hilton.






Sono morto solo io.

Lei è tornata in carcere.
Non mangia.
Non dorme.
Ma in compenso piange una cifra.

GRANDE PARIS, SEI IL NULLA.
TI AMO.

PUPO

Pupo è un nano.Ma questo lo sanno tutti.Che è un NANO BAVOSO, sono in meno a saperlo.
Beh, ve lo dico io.
Ho avuto una relazione intensa durata anni con la ragazza alla sua sinistra in foto.Lei è la nutrizionista di Pupo.Gli prepara il latte caldo, gli omogeneizzati, il merluzzetto tagliato fine e i Plasmon mollicci inzuppati nel piscio di gatto.Delizie e squsitezze mediterranee.
Lui ha 50 anni ma il suo fisico è quello di un bambino, di conseguenza va nutrito come un bambino.Ha bisogno di amore come un bambino.Però è arrapato come un cane in calore.E siccome ti arriva giusto al ginocchio, si aggrappa alla gamba e ti monta.
C'era il cane di un amia ex che faceva così.Mentre io montavo lei, lui montava me.Figata.Ma questa è un'altra storia.
La nutrizionista di Pupo è Ucraina, e vi garantisco che è una scopata notevole.Mi dà da mangiare la sua pappa reale, e io inzuppo il Plasmon.Non so se mi spiego.Mi ha raccontato che Pupo sbava.Un po come tutti i bambini, no?NO.Pupo sbava continuamente.Inesorabilmente.A flusso continuo.
Poi quando gli passano davanti le vallette col perizoma in culo e le ginocchiere lui si trasforma in idrante.
Hanno dovuto chiamare la protezione civile due volte.Hanno arginato lo straripamento.
Quest'estate Pupo era in sardegna a spegnere gli incendi con la bava.
La mia piscina è piena di bava di Pupo.
L'Aquafan di Riccione va a bava di Pupo.
Pupo possiede UN TERZO delle risorse idriche della comunità europea.
I paesi sahariani comprano bava da Pupo.

IL PRINCIPE CARLO

Carlo Principe del Galles è necrofilo.Infatti si scopa Camilla Parker Bowles.Ma questo lo sanno tutti.
Quello che gli stupidi sudditi del Regno Unito non sanno è che Il Principe Carlo è COPROFAGO e IMPOTENTE.
COPROFAGO perchè si mangia la merda di cavallo e si fa cagare addosso da Camilla.Poi si spalma tutta la merda addosso e si rotola pregiati tappeti e affreschi seicenteschi in stile impero.La Regina madre lo sa.Sua madre sa benissimo di sta cosa schifosa che fa, ma lo lascia fare.Anche perchè c'è poco da fare.Un vizietto non lo si nega a nessuno, no?
Il bello che Carlo poi risolve il suo problema di impotenza mangiando la merda di Camilla.In questo modo ottiene splendide e durature erezioni.Il fatto è che poi se ne viene tutto addosso.In pratica non ha rapporti sessuali con la sua bellissima moglie impagliata.
La vita regala sempre sorprese, o sbaglio?
Ai tempi io facevo il barista a Londra.Ero molto contento quando quel nazista di suo figlio mi ha raccontato queste cose.Bevevamo insieme e lui mi appoggiava la mano sul pacco.Ho cercato più volte di fargli capire che io non centro un cazzo coi suoi gusti deviati.Lui mi rispondeva che un vero nazista è frocio.Io non ho molto capito, ma forse aveva ragione.In ogni caso io poi mi sono perso tra i capezzoli delle sue amiche troie, lui si masturbava davanti alla foto di Franco, il dittatore spagnolo.
Ho perso quasi due ore a spiegargli che non era Hitler.
NADA.
Non ci ha capito un cazzo.
Bah, raga.... cazzi suoi, in fondo.
La serata è andata avanti fino alla mattina.Alla fine mi son trovato a casa di Robbie Williams a pippare della brasiliana e a scoparmi delle colombiane.
E/O VICEVERSA.
spettacolo.
La vita regala sempre sorprese.
E NON SBAGLIO.

VITTORIO SGARBI

Vittorio Sgarbi è laureato in filosofia. Non ha alcun documento che attesti la scientificità delle sue dichiarazioni in ambito artistico. Non che dica solo cazzate. Perdio. Il fatto è che la cocaina gli fa di brutto. Ne è sensibile.

La prima volta l’ho conosciuto in un pornoshop. Cercava video di uomini vestiti da gabbiani che scopano pappagalli. Bizzarro. Era molto nervoso, e ha litigato col commesso perché non ce n’erano.

L’altro giorno lo incontro al negozio di souvenir di EuroDisney. Era molto drogato. MDMA sicuro. Forse LSD.
Cercava Minnie. Diceva che lo aveva fatto entrare lei, e che ora, siccome voleva andare in sala VIP, gli serviva il pass.
Io cerco di fargli capire con calma che questa non era una discoteca, che non ci sono sale VIP a EuroDisney, e che soprattutto Minnie non esiste. E’ un pupazzo.
Un fottuto pupazzo di minchia.
Stronzo rincoglionito. Lo vuoi capire? E’ solo un pupazzo. E pure brutto.
Lui si incazza come un bestia. Dice che mi fa sbattere fuori. Io gli dico che al massimo riesce a farsi sbattere in galera.

Lo accompagno in bagno a vomitare.

Da quel giorno siamo rimasti molto amici.

LUCIO DALLA

Lucio Dalla non è assolutamente frocio, come voi tutti credete.
Nulla di più falso.
Nulla di più lontano dalla verità.

Lucio Dalla è una donna nelle sembianze di un mostro.
In figura potete vedere il “prima” e il “dopo”.
Ma andiamo con ordine.

Lucio, quando frequentava le medie, era la ragazza di Vasco.
Si sono amati molto.
Vasco la limonava continuamente.
Ossessivamente.
Appassionatamente.
Era uno di quegli amori adolescenziali totalizzanti.
Lui per lei era tutto, e viceversa.
Ovviamente lei si chiamava Lucia.
Detta “FRASTORNA”.
Vasco la chiamava “Frastorna”. Era un modo affettuoso per dirle che era solo una fottuta rincoglionita del cazzo. Non capiva una minchia, e non parlava manco tanto bene. Non scandiva le parole. Sbiascicava. Borbottava.
Come Prodi, insomma.
Vabbè.
Sticazzi.

Tutto era splendido nella patetica vita di Lucia “Frastorna” Dalla.
I suoi genitori erano molto ricchi.
Solo che suo padre, volendo a tutti costi un erede maschio, non le dava una lira.
NIENTE.
NADA.
E lei, cominciò a dare via il culo.
Che mi sembra peraltro un gesto comprensibile. Sia come gesto di protesta, sia come fonte di guadagno.
E qui cominciò la crisi col suo compagno di vita Vasco Rossi.
Vasco, dopo qualche rapporto sessuale con Lucia, si accorse che lei usava il buco del culo come scaldavivande e come tostapane. Una cosa che inizialmente può sembrare comoda, ma tutto sommato lascia un attimo perplessi.
Questo è fondamentalmente il motivo per il quale Vasco cominciò a bucarsi.

Vasco e Lucia si lasciarono dopo poco.

Piano piano iniziò la mutazione di Lucia in LUCIO.
Crebbero peli e barba.
Cambiò voce. (manco tanto ad esser sinceri).
Crebbe il suo conto in banca, perché suo padre fu molto fiero del gesto perentorio e virile della figlia.
L’unica cosa che non crebbe in Lucio fu il cazzo.
Rimase con un micropene incredibile. Come quello di Jamie Foxx.
Vedi http://www.fotolog.com/forsedellordine
In questi casi la distinzione tra micropene e BIG CLITO è dura.
Non è compito mio farla, però so che ora Lucio è molto felice.
È una checca furiosa.
Lo piglia in culo da Ron.
Che a sua volta lo piglia in culo da Checchi Pavone.
Titty Ferro filma il tutto, mette su U-Tube, e si becca una cifra di denunce.
Li chiamano “I FROCIASTICI 4”.
Dicono alle rispettive mogli che vanno a giocare a poker (escluso Checchi Pavone perché lui ormai balla sui carrozzoni al Gay Pride, di conseguenza è ABBASTANZA dichiarato), e poi fanno trenini tutta la notte, sulle note di “Maracaibo, mare forza nove”.
La cocaina la prendono da me.
Spesso mi chiedono di rimanere, ma io arrangio sempre splendide giustificazioni.
Senza mai far capire loro che a me piace la patata, però.
Non vorrei mai che si facessero delle paranoie sul loro comportamento leggermente deviato.
LORO CREDONO CHE SIA TUTTO OK.
TUTTO NORMALE.

Ok Lucio.
Vai tranquillo.
Sei normale.
Non ti preoccupare, in fondo sei normale.
Però se un giorno, semmai ti venisse la voglia di ucciderti, non pensarci due volte.
BUTTATI.

Lucio Dalla ora vive felice col suo culo a tostapane.
Beve frullati di carota come tutti i frociosessuali perché fanno bene alla pelle.
Alcune carote però se le infila nel culo.
PREVEDIBILE anzichenò.

Non ha figli, però gioca con i bambini di Maicol.
Maicol ne è molto geloso e gli plagia le canzoni, dopo che ha scoperto che le canzoni di Lucio Dalla spaccano di più di quelle di Al Bano.
Al Bano si chiama fuori da questa bagarre di froci perché è rimasto ancora su questa sponda e vuole evitare di finire in tribunale con una massa di checche che gli urlano addosso strani appellativi che usano i froci.

TIZIANO FERRO

Tiziano Ferro ha un sacco di problemi. Povero.
Non dovete prenderlo in giro. Povero.
Non è giusto sfottere chi già soffre di suo. Giusto?

Se. Ok.
Credeteci.

Cambiate Fotolog se credete che nelle Vigorsol alla fragola ci sia la fragola.
Nelle merendine del Mulino Bianco c’è il mercurio. E questo ve lo dico io.
Aggratis.
Massa di ignoranti.

Tornando a Titty “Testa Grossa” Ferro, vi racconto un paio di aneddoti sulla sua incomprensibile esistenza. Sulla sua inutile esistenza.
Io e Titty andavamo in palestra insieme. A fare a cartelle (Cazzotti, pugni o come cazzo volete chiamarli.). Io ero il suo sparring partner. Nel senso che in teoria dovevo pigliarle per far sì che lui si allenasse per diventare un boxeur da payura.
E invece no.
Lo gonfiavo come un dirigibile.
Ecco perché ha la testa così grossa.
Povero.
Sì.
Povero stronzo.

A forza di pugni in faccia il povero Titty Ferro è diventato un disassato sintattico. Un fottuto dislessico di minchia. Non connette soggetto-predicato-complemento. Parla come i cinesi.
Che sfigato.
Ecco perché i testi delle sue canzoni sono un’estrazione cieca di parole a caso dal vocabolario italiano.
Quando va bene.
Sennò abbaia, con improbabile pronuncia, dei nonsensi in inglese.
AUGURI.

Porcodio avete mai ascoltato un testo di Titty “Testa Grossa”? Soprattutto nei primi album.
E i video?
Che si strusciava sui tronchi degli alberi come gli orsi marsicani.

Io mi chiedo che relazione hanno con la realtà e col mondo esterno le persone che ascoltano Titty “Testa d’Orso” Ferro.

Ora ha girato un video con Raffaella “Morto che Cammina” Carrà.
Andiamo bene.
Largo ai giovani.
L’innovazione è la linfa del mercato musicale italiano.
A pensarci mi sta venendo il nervoso. Ma è lunedì.
Quindi finisco qui.
AMMAZZATEVI.

SANTI LICHERI

Il giudice Santi Licheri soffre di schizofrenia paranoica. Ha sette personalità differenti. La causa di questo fenomeno eccezionale della psiche è che ha un nome proprio PLURALE: Santi.
Dubito che il nome possa essere Licheri.
Personalità 1.
Il giudice Santi Licheri è un grande allevatore e ammaestratore di cavallette e locuste. Sfoga le sue frustrazioni accumulate durante 12.738 puntate di Forum scatenando sciami di locuste sulle mandrie di bestiame e sui campi di pomodori della Basilicata.
Personalità 2.
Il giudice Santi Licheri è un tecnòpata. Si fa inserire sottopelle dei microchip per mandare in tilt i lettori di bancomat e carte di credito con la sola imposizione delle mani. Inoltre entra in biblioteca senza tesserino, ferma le scale mobili col pensiero, legge le mail sulle macchinette per fare i biglietti in stazione.
Personalità 3.
Il giudice Santi Licheri è un serial killer. Taglia il pene alle sue vittime, ci infila dentro uno stecchetto di legno, lo mette in congelatore, e poi se lo mangia come un ghiacciolo. Il resto del corpo lo usa al posto del guanciale (o pancetta) per la carbonara.
Personalità 4.
Il giudice Santi Licheri è un cacciatore di frodo. Ammazza quei quattro esemplari di orso marsicano rimasti con bombe a mano e AK47 (detto Kalashnikov). Però a volte si confonde e crede di essere in Vietnam. Alternativamente Vietcong e Marine U.S.A.
Personalità 5.
Il giudice Santi Licheri è un trapezista del circo Togni. Nel 1922 ha avuto una relazione sentimentale con Moira Orfei che lo ha inserito nel giro. Quando poi lui l’ha sgamata praticare sesso orale ad un elefante (da qui il soprannome Moira degli elefanti) l’ha lasciata ed è passato alla concorrenza Togni. Lui però pensa ancora a lei. Certe notti.
Personalità 6.
Il giudice Santi Licheri è un cantante Gospel. Si crede di colore. E canta a squarciagola coi suoi fratelli. Peccato che sia terribilmente stonato. Peccato che sia bianco. Peccato che quando va nel Queens (quartiere pessimo di New York) a fare il figo lo caricano sempre di mazzate fino a ridurlo in fin di vita. Ha 4 bypass.
Personalita 7.
Il giudice Santi Licheri è un astronauta. Anzi a dirla tutta lui crede di essere Yuri Gagarin. Il suo cane l’ha chiamato Laika. Anche se è maschio (evitiamo di parlare dei complessi che ha creato nel povero animale questa cosa). Gira per casa con le bolle per i pesci rossi infilate nella testa gridando “Houston abbiamo un problema”. La moglie lo sfotte dicendogli che non assomiglia per niente a Tom Hanks.

C’è una cosa che lui non sa e che io so.
Lui è il fratello segreto di Raimondo Vianello. La madre li ha separati alla nascita perché aveva capito che Raimondo sarebbe diventato una grande star del rock’n’roll, mentre Santi un grande scienziato dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
La madre è stata poi ricoverata nella stanza di fianco a quella della scrittrice Dacia Maraini.
Le hanno tenute tutte e due dentro finchè non hanno chiuso i manicomi. Ma sono rimaste molto amiche.

Dacia Maraini è un’amica di mia madre.

MAX PEZZALI

Max Pezzali ha il potere di trasformare le uova del supermercato in galli da combattimento. Spesso combina casini colossali tra gli scaffali. Ha un sacco di denunce a carico.
Cazzi suoi.
Un giorno una maga haitiana gli ha fatto una maleficio voodoo e gli ha trasformato il cervello in uno scarafaggio, però questa cosa gli ha donato poteri speciali.
Ora può fare una cifra di cose che voi teste di cazzo non potete fare. Me compreso.

Trasforma le patatine fritte di Mc Donald’s in marionette siciliane.
La friggitrice in carretto.

E noi no.
Poveri inutili stronzi che non siamo altro.

Trasforma l’Air Force One in bambola gonfiabile.
Ma è considerato atto terroristico e quindi non lo fa quasi mai.

Ti fulmina con lo sguardo con una scarica di 5000 W. E’ lui il responsabile dei blackout su scala nazionale, degli incendi estivi, del giallo di Ustica, del crollo della diga del Vayont, dello spiaggiamento delle balene, e del prossimo e vicinissimo scioglimento dei ghiacci polari.

E noi poveri stronzi a morire di invidia.

Trasforma ghiaccioli al limone in batterie al litio. Le batterie al litio quando sono finite le ritrasforma in ghiaccioli. Ma non sanno più di un cazzo.

Trasforma i Sassi di Matera in case.
Su questo potere non ho capito molto l’utilità. Però lo invidio a prescindere.

Trasforma i facoceri in uomini, ma siccome non gli vengono mai molto intelligenti, e tutto sommato abbastanza obesi, li manda tutti nel mezzo degli Stati Uniti, dove non c’è niente, ma è un niente molto patriottico.

Max comunque ti invidio molto.
Come ti invidio.
Ti invidio davvero.

FRANCESCO MANDELLI

Il V.J. Francesco Mandelli è uno sfigato paura. Ma fa il lavoro comunemente considerato il più figo in assoluto, ovviamente dopo il sommozzatore.
Io ho fatto per anni il sommozzatore. Tengo ancora il mio vecchio scafandro in garage. Ogni tanto lo indosso e faccio cagare sotto i bambini al parco dicendo che sono un mostro.
E in fondo lo sono.
Ma questa è un’altra storia.

Forse non tutti sanno che V.J. Francesco Mandelli conduce su MTV un programma che si chiama “School in action”, nel quale lui sta una settimana in una cazzo di scuola superiore a caso, e ti fa fare inutili stronzate che di solito fanno fare ai bambini all’asilo.
Solo che nel 2007 i bambini all’asilo sono molto più avanti.
Fanno del gran sesso.
Ma anche questa è un’altra storia. Porcodio.

La mia domanda a V.J. Francesco Mandelli è: “Perché non sei venuto a fare il figo nella mia scuola quando andavo al liceo? Ai tempi ero ancora più incazzato di adesso, mi drogavo molto meno e giocavo a rugby. Sai le mazzate che ti pigliavi? Maledetto nano sottosviluppato che non sei altro.”
Più o meno queste le mie parole.
Poi i miei amici gli sarebbero montati addosso coi motorini.
Sapete, a quattordici anni la massima aspirazione di un adolescente maschio è saper tenere il motorello in tutte le situazioni più improbabili. E salire sulla faccia di stronzetto V.J. Francesco Mandelli sarebbe stata un’occasione imperdibile per far colpo sulle sbarbate.

A parte che spesso lo incrocio mentre io vado al lavoro in bici e lui va a registrare.
Sono in sbattimento, e quindi non ho mai il tempo di fermarmi. Di solito gli urlo: “Nano di minchia! UCCIDITI!”. Ma con un certo distacco, giusto per darmi un tono e affrontare la giornata bene. Sono di fretta, quindi al massimo gli tiro l’accendino in testa.
Ormai non mi dice più niente. Tanto sa che sono io.
MA NON SIAMO AMICI.

Ma questo è troppo.
Ora gira nudo e fa il testimonial per la pubblica istruzione primaria.
Lui.
Che è un semianalfabeta milionario.
Assomiglia a Rino Gattuso vaccadio.
Questo è troppo.

Vorrei ricordare a tutti che è stato scelto per condurre un roito della brutta merda puttana di programma televisivo (“School in action” n.d.r.) solo perché HA AVUTO PROBLEMI DI SVILUPPO ORMONALE. Non perché è un premio Nobel per la letteratura o la scienza.
In altre parole: ha 35 anni e ne dimostra 15.
E probabilmente le sinapsi ne hanno risentito.
Quindi ripeto: “V.J. Francesco Mandelli, UCCIDITI!!!”
E poi è molto gay. Figa, qualcuno glielo dica.
Diteglielo stronzi.

EROS RAMAZZOTTI

Eros Ramazzotti non è omosessuale.
È solo che è brutto, ma tutti lo credono bello.
È solo che è uno sfigato, ma tutti lo credono figo.

Quando da quattordicenni di periferia, andavamo a taccheggiare e scippare, lui mi diceva che sapeva come truccare il SI e il CIAO, e soprattutto che aveva trovato il modo per cambiare i cerchioni senza staccare le ruote.
Si vantava spesso di questa cosa.
Una sera, stava appunto facendo il figo su sta cosa, mentre rientra mio padre dal lavoro.
Metalmeccanico.
Semianalfabeta.
115 Kili di muscoli.
Ubriaco.

Di solito con molta calma accompagnava i miei amici all’uscita, e mi picchiava come un fabbro.
Mi gonfiava come un gommone.
Ma quel giorno andò diversamente.
Sentì tutto quello che stava dicendo Eros. E poi gli chiese: “Come ti chiami figliolo?” – sembrava John Wayne.
“Eros Ramazzotti” lui rispose stratrankilo.
Mio padre prima sbiancò come un cadavere, poi improvvisamente andò sul violaceo cianotico. Non riusciva a connettere come un nome da frocio potesse stare assieme all’amaro che bevevo lui.
“Vieni con me, figliolo” – gli disse.
E lo portò via.



Eros Ramazzotti fu ritrovato dopo 8 anni in un seminterrato di una villetta nei sobborghi di Dusseldorf.
Ancora vivo.
Quell’anno vinse Sanremo. Ma questa è un’altra storia.

Mio padre fu condannato alla pena di morte dal tribunale dell’AIA. È a Guantanamo che attende l’esecuzione. Fino a che Eros non vinse Sanremo, lui si dichiarò innocente.
Poi si pentì di non averlo dato in pasto ai BARRACUDA.

Ora che ci penso, un po’ dispiace anche a me.

Mio padre è morto per una giusta causa.

ENRICA BONACCORTI

Enrica Bonaccorti ogni mattina beve la propria piscia. Si sa. Lo ha detto lei pubblicamente.
Da questo si capiscono molte cose.

Era un lunedì mattina e io ero in Corso Buenos Aires tra una bancarella di pachistani e un gazebo di Lega Lombarda che bestemmiavo amabilmente Gesù perché mi era scesa la catena della bici, in mezzo alla strada, in mezzo al traffico, in mezzo a due corsie.
Arriva lei: “Sei tu! Sì, sì, sei tu, drogato comunista che hai fatto questo al mio cane” – indicando il culo del suo cane.
Io non capisco di cosa stia parlando, e sul momento pensavo che fosse una delle migliaia di vecchiette psicopatiche che girano libere a Milano insultando chiunque e qualunque cosa. Poi noto effettivamente una strana malformazione ai genitali del povero animale: aveva il proprio cazzo in culo.
Allora, con le vene gonfie, aggiunge: “Per colpa tua adesso Nerkio si caga nel cazzo e si piscia in culo!!! Ma non avete nient’altro da fare VOIALTRI giovani che fare i vandali drogati?”
Io: “Signora Bonaccorti, le assicuro che ho smesso di fare questo da tempo, anche perché io lo facevo da bambino alle marmotte… in Toscana… me l’aveva insegnato mio nonno… sa, infilare il cazzo di una marmotta nel culo della medesima è un’arte!” le spiego entusiasta.
Se ne va borbottando che aveva appena iniziato a bersi la piscia di Nerkio, e ora non può più.
Glielo consigliava il veterinario.

Lo fanno anche in Birmania.

ALESSIA MARCUZZI

Alessia Marcuzzi è drammaticamente stitica. Non riesce a cagare. E ha creato un business sul suo disagio intestinale.
Va in tv a dire che se non caghi col suo yogurt sarai rimborsato.
Puttanate colossali.
Ma fa niente.

Andavamo all’elementari insieme, da piccoli, e lei era già ossessionata dalla stitichezza. Ho un ricordo traumatico del suo primo incontro: “Vuoi una Big Babol alla prugna? – mi offre per essere gentile e fare amicizia, e sorridendo – Fa fare tanta cacca!”.
Io a 7 anni cagavo come un cavallo, figuratevi se potevo capire il senso di un chewing gum che ti facesse cagare ancora di più.
Mi ricordo che all’intervallo mangiava il panino coi finocchi cotti. STRABUONO.
Spesso ero a casa sua a “fare i compiti” e ogni tanto giocavamo al dottore. Ovviamente lei mi costringeva a fare il gastroenterologo. Io non capivo questa sua mania.
Un giorno mi ha fatto vedere la patatina. Poi ho notato una cosa dalle parti del buco del culo.
“Ale, che cos’hai lì dietro? Hai qualcosa infilato nel sederino. Accipicchia che brutto!!!”. Lei arrossisce e timidamente si tira su le mutandine e mi fa cacciare di casa. Dopo avermi fatto azzannare dai suoi doberman gemelli.
Non mi ha più invitato a casa sua.

Anni dopo io facevo caduta libera con Patrick de Gayardon, eravamo molto amici. Il giorno che è morto causa paracadute difettoso si è spiaccicato sulla Marcuzzi.
Dal buco del culo della Marcuzzi è stato visto uscire un oggetto a grande velocità.
Lo stesso istante la signora Alda Sganzerli è morta di infarto perché il vetro della finestra del suo soggiorno è stato distrutto da uno stick di burrocacao (marca Labello) lanciato a 170 km orari.

Gli inquirenti stanno ancora esaminando i fatti.
La madre di Alessia ha dichiarato: “Nell’estate dell’82, a Pinarella di Cervia, quando Alessia era piccolina, avevo perso il burrocacao… sa maresciallo, i bimbi piccoli spesso stanno senza costume in spiaggia…”

Effettivamente lo stick di burrocacao rinvenuto in casa Sganzerli era scaduto.
Arnoldo Sganzerli e famiglia tutta si stringono nel dolore per la perdita dell’amata Alda.

Alda Luigia Pellagra in Sganzerli R.I.P.